Google Analytics 4 (GA4): cos’è e perché è importante

10 minuti di lettura
Head of Business

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Dal 2023 Universal Analytics non è più supportato da Google ed è stato sostituito da Google Analytics 4 (GA4). Un cambiamento che ha portato con sé nuove logiche di tracciamento (come il passaggio da sessioni a eventi), qualche dubbio sul tema privacy e GDPR e diverse novità da comprendere.

In questo articolo vediamo cosa è cambiato rispetto a Universal Analytics, come usare al meglio GA4, come configurarlo correttamente e, se non fa per te, quali alternative vale la pena considerare.

Che cos’è Google Analytics 4?

Google Analytics 4 è l’ultima versione di Google Analytics e ha sostituito Universal Analytics, non più supportato da Google dal 1° luglio 2023. Da quella data, GA4 è l’unica versione ufficiale messa a disposizione da Google, motivo per cui è diventato fondamentale conoscerne il funzionamento e capire cosa è cambiato rispetto al passato.

Come le versioni precedenti, GA4 consente di monitorare il comportamento degli utenti, analizzare il traffico e misurare le conversioni (acquisti, iscrizioni, contatti), ma introduce un approccio completamente diverso alla raccolta e alla lettura dei dati.

La novità più rilevante è il modello basato sugli eventi e la possibilità di unificare i dati di siti web e applicazioni mobile all’interno di un’unica piattaforma. Un’esigenza sempre più concreta, considerando che una parte significativa del traffico e delle interazioni avviene ormai su app.

Grazie a GA4 è quindi possibile analizzare il percorso degli utenti su più piattaforme, ottenendo una visione più completa e coerente dei loro comportamenti. Una funzionalità introdotta in fase sperimentale nel 2019 e oggi pienamente operativa.

Alla base di Google Analytics 4 c’è anche la necessità di ridurre la dipendenza dai cookie, adattarsi a un contesto sempre più attento alla privacy, e sfruttare in modo più avanzato machine learning e integrazione con le piattaforme pubblicitarie Google, con l’obiettivo di migliorare l’analisi dei dati e l’efficacia delle attività di marketing.

Capire i dati: il ruolo delle analytics nel web

Tutte le attività di cui abbiamo parlato rientrano nella web analytics, ovvero l’analisi dei dati generati dalle tue piattaforme digitali. Parliamo di siti web, eCommerce e applicazioni web, e di tutto ciò che riguarda il comportamento degli utenti: come navigano, cosa guardano, dove si fermano e cosa li porta a compiere (o meno) un’azione.

Attraverso la web analytics è possibile capire, ad esempio, come gli utenti interagiscono con una pagina, un prodotto, un servizio o una call to action, individuando punti di forza, criticità e opportunità di miglioramento.

Google Analytics ti serve davvero?

In Madmedia crediamo nel marketing strategico e data driven. Questo significa progettare le attività di comunicazione e promozione digitali — nostre e dei nostri clienti — partendo dai dati, e adattare le strategie in base a ciò che emerge dall’analisi.

Per ottenere risultati concreti serve una visione d’insieme chiara, capace di tenere conto delle molte variabili che ogni giorno influenzano il mondo digitale. In questo senso, Google Analytics 4 riunisce diversi elementi all’interno di un unico strumento, offrendo una panoramica utile per prendere decisioni più consapevoli.

Con GA4 puoi analizzare i dati del sito, delle eventuali app collegate e degli account pubblicitari, comprendendo quanto, come e per quanto tempo gli utenti interagiscono con le tue piattaforme e con i canali che le supportano.

Una conoscenza più approfondita dei comportamenti degli utenti ti permette di intervenire sulle strategie in modo mirato, migliorando l’efficacia delle azioni di marketing e lavorando su un ROI sempre più solido.

È proprio in questa direzione che GA4 introduce il concetto di evento, che prende il posto della classica sessione. Vediamo cosa significa e cosa cambia concretamente nel monitoraggio dei dati.

Cosa si può fare con Google Analytics 4

Il sistema degli eventi rappresenta uno dei cambiamenti più importanti introdotti da Google Analytics 4 e segna un vero cambio di paradigma rispetto al passato.

In GA4, infatti, tutto ruota attorno agli eventi.
Un evento serve a misurare una specifica interazione o azione, che può essere compiuta da un utente oppure dal sistema stesso: una visualizzazione di pagina, un clic su un link, l’aggiunta di un prodotto al carrello, il completamento di un acquisto, ma anche eventi tecnici come un errore o il crash di un’app.

Google Analytics 4 permette di:

  • raccogliere eventi automatici, tracciati senza configurazioni aggiuntive;

  • attivare eventi avanzati, utili per analisi più dettagliate e personalizzate;

Un esempio pratico

Immaginiamo il sito di un’azienda di servizi che utilizza una landing page per acquisire contatti.
Un utente arriva sul sito dopo aver cliccato un annuncio Google Ads, legge la pagina, compila il form di contatto e invia la richiesta.

GA4 registra ogni passaggio come un evento:

  • l’ingresso sul sito dalla campagna pubblicitaria

  • la visualizzazione della landing page

  • l’interazione con il form

  • l’invio della richiesta di contatto

Questi eventi vengono poi collegati alla fonte di traffico, al dispositivo utilizzato, alla posizione geografica e ad altri parametri utili per l’analisi.

In questo modo puoi capire, ad esempio:

  • quali campagne generano più contatti

  • quali canali portano utenti più qualificati

  • dove gli utenti si fermano o abbandonano il percorso

Il risultato è una lettura molto più chiara delle performance e la possibilità di ottimizzare le strategie di marketing in modo mirato, basandosi su dati reali e non su semplici ipotesi.

Come installare Google Analytics 4 sul tuo sito web

Ora che le potenzialità di Google Analytics 4 sono più chiare, puoi valutare se è lo strumento giusto per il tuo progetto. Se la risposta è sì, questo tutorial ti guiderà passo dopo passo nell’installazione di GA4 sul tuo sito.

Configurazione dell’account Google Analytics

Il primo step consiste nella creazione (o configurazione) dell’account Google Analytics.

  • Se non hai ancora un account, visita analytics.google.com, accedi con il tuo account Google e clicca su “Avvia misurazione”.

  • Se hai già un account attivo, accedi alla sezione Amministrazione (in basso a sinistra), poi clicca su “Crea account” nella prima colonna.

A questo punto:

  1. scegli un nome per l’account

  2. assegna un nome alla proprietà

  3. clicca su “Mostra opzioni avanzate” e compila le informazioni richieste

  4. conferma cliccando su “Crea”

Creazione dello stream di dati

Una volta completata la configurazione dell’account, è il momento di impostare lo stream di dati.
Seleziona “Piattaforma web” e inserisci il dominio del sito che vuoi monitorare.

Da qui in poi, GA4 inizierà a raccogliere i dati relativi alle interazioni degli utenti sul tuo sito.

A questo punto avrai due modalità diverse per installare Google Analytics 4:

  • installare GA4 su WordPress tramite plugin

  • utilizzare Google Tag Manager

Vediamo entrambe le opzioni nel dettaglio, così da capire quale scegliere in base alle tue esigenze.

Installare GA4 su WordPress usando un plugin

Se scegli questa strada, la soluzione più immediata è utilizzare Google Site Kit.
Se sul sito era già presente Universal Analytics e il plugin è già installato, ti basterà aggiungere GA4 alla configurazione esistente.

Se invece non hai mai utilizzato Analytics, dovrai prima installare il plugin sul sito e collegarlo al tuo account Google. Site Kit si occuperà automaticamente di inserire il codice di tracciamento, evitando qualsiasi intervento manuale sul codice del sito.

Installare GA4 utilizzando Google Tag Manager

Google Tag Manager rappresenta un approccio più strutturato e scalabile all’installazione di Google Analytics 4. Invece di inserire direttamente gli script nel codice del sito, permette di centralizzare la gestione dei tracciamenti in un unico ambiente, semplificando l’aggiunta, la modifica e il controllo degli eventi nel tempo.

Questo metodo è particolarmente utile quando il sito evolve, cambiano le esigenze di monitoraggio o si lavora con più strumenti di analisi e advertising, riducendo la necessità di interventi tecnici continui sul sito stesso.

Per utilizzare Google Tag Manager è sufficiente inserire due snippet di codice, forniti direttamente da GTM, all’interno del sito: uno nella sezione head e uno subito dopo l’apertura del body.

Su WordPress puoi farlo accedendo al pannello di controllo e andando in Aspetto → Editor. Da qui apri il file header.php e inserisci gli snippet nei punti indicati da Google Tag Manager, che fornisce istruzioni precise su dove e come incollarli.

In alternativa utilizza un plugin come Insert Headers And Footers

Una volta completato questo passaggio, potrai gestire tracciamenti, eventi e modifiche direttamente da Tag Manager, senza dover più mettere mano ai file del sito.

Come configurare Google Analytics 4 in ottica GDPR

l tema privacy e GDPR è uno degli aspetti più delicati legati all’utilizzo di Google Analytics. Negli ultimi anni, diverse autorità europee per la protezione dei dati hanno acceso i riflettori sul trasferimento di informazioni verso server extra-UE, mettendo in discussione l’uso di strumenti di analytics non correttamente configurati.

Il nodo centrale è il trasferimento dei dati verso gli Stati Uniti, dove le regole sulla protezione dei dati personali differiscono da quelle previste dal GDPR. Da qui sono nati dubbi, interpretazioni contrastanti e la convinzione, spesso semplificata, che Google Analytics fosse “di per sé” non conforme.

In realtà, Google Analytics 4 può essere utilizzato in modo conforme al GDPR, ma solo a determinate condizioni. La conformità non dipende dallo strumento in sé, bensì da come viene configurato e utilizzato, dal consenso raccolto e dalle modalità di trattamento dei dati.

In questo contesto, Google Tag Manager gioca un ruolo chiave, perché consente di gestire il tracciamento in modo più controllato, anche attraverso due approcci differenti:

  • tagging lato client

  • tagging lato server

Queste modalità permettono di ridurre l’esposizione dei dati, migliorare il controllo sul flusso delle informazioni e costruire un sistema di tracciamento più rispettoso delle normative europee.

GA4 server-side o client-side: quale scegliere?

Arrivati a questo punto, è normale chiedersi quale sia l’opzione più adatta tra server-side e client-side. La risposta, come spesso accade, è: dipende dal progetto.

L’approccio server-side è più strutturato e offre un maggiore controllo sul trattamento dei dati, ma richiede competenze tecniche, tempo e un investimento economico non trascurabile. È una scelta sensata per realtà complesse o molto strutturate, meno per un sito “standard”.

Il client-side, invece, è la soluzione più comune e accessibile. Con le giuste configurazioni e una corretta gestione del consenso, consente di utilizzare GA4 in modo ragionevole anche su progetti di piccole e medie dimensioni, senza complicare inutilmente l’infrastruttura.

In un contesto di blog o siti aziendali tradizionali, è spesso l’opzione che permette di trovare il miglior equilibrio tra semplicità, costi e conformità.

In conclusione

Google Analytics 4 non è uno strumento “plug and play” come lo era Universal Analytics, ma resta una soluzione potente se compresa e configurata correttamente. Il punto non è tanto se usarlo, quanto come usarlo e con quale livello di consapevolezza.

Per molti blog e siti aziendali, una configurazione client-side ben fatta è più che sufficiente per ottenere dati utili senza complicare inutilmente l’infrastruttura. In contesti più strutturati, invece, può avere senso valutare soluzioni più avanzate.

Se però GA4 ti sembra eccessivamente complesso o poco in linea con le tue esigenze, esiste un’alternativa valida e sempre più diffusa: Matomo.

Matomo è una piattaforma di web analytics focalizzata sulla privacy e sul pieno controllo dei dati. Può essere installata su server europei o on-premise, non richiede il trasferimento dei dati verso gli Stati Uniti e, se configurata correttamente, consente di effettuare analisi dettagliate anche senza l’uso di cookie.

È una scelta particolarmente indicata per chi:

  • vuole semplificare la gestione GDPR

  • preferisce avere pieno controllo sui dati raccolti

  • non ha bisogno dell’integrazione spinta con l’ecosistema pubblicitario Google

Come sempre, non esiste una soluzione “giusta” in assoluto. Esiste quella più adatta al tuo progetto, ai tuoi obiettivi e al livello di complessità che sei disposto a gestire.

Per ottenere valore reale da uno strumento come Google Analytics 4 non basta installarlo e dimenticarsene. Serve impostarlo con criterio fin dall’inizio e tornare sui dati con regolarità, per capire cosa sta funzionando e cosa no.

Se senti che i numeri ci sono ma non stai davvero prendendo decisioni basate sui dati, probabilmente è il momento di fare un passo in più.

Contattaci, lavoriamo ogni giorno con questo approccio e possiamo aiutarti a trasformare i dati in scelte concrete, non in semplici report.