Social Media Marketing: organico o ADS?

Come bilanciare le due strategie oggi
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I social sono cambiati, e parecchio. Chi c’era nel 2015 se lo ricorda bene: bastava un bel post e raggiungevi tutti. Oggi? Scordatelo. Gli algoritmi hanno riscritto le regole.

 

Per chi gestisce un business, il dubbio è sempre quello: meglio i contenuti organici o le Ads? La verità è che oggi non devi scegliere. Devi capire che fanno due due cose diverse.

Il nuovo ruolo dell'organico: da "megafono" a "biglietto da visita"

Molti pensano ancora all’organico come a una strategia a “costo zero” per farsi conoscere. Ecco non è proprio così, la portata naturale delle pagine aziendali su piattaforme come Facebook e Instagram si è notevolmente ridotta. Oggi, pubblicare un post significa raggiungere una piccola percentuale dei propri follower, a meno che il contenuto non diventi virale (un evento possibile, ma non pianificabile con certezza).

 

Questo significa che l’organico è inutile? No, ha semplicemente cambiato funzione. Non serve più tanto a trovare nuovi clienti, quanto a convalidare il brand agli occhi di chi ci ha appena scoperto.

 

Immagina il tuo profilo social come la vetrina del negozio:

 

  • Costruisce fiducia: quando un utente vede una vostra pubblicità, spesso visita il profilo prima di acquistare. Se trova contenuti curati, recenti e interazioni reali, si sentirà rassicurato. Un profilo fermo al 2021, al contrario, potrebbe generare diffidenza.
  • Definisce l’identità: è lo spazio dove raccontare i valori aziendali, mostrare il team e il “dietro le quinte”, creando un legame con chi è già cliente.
  • Mantiene la community: rispondere ai commenti e creare conversazioni è fondamentale per la fidelizzazione, un’attività che richiede tempo e risorse, e che quindi ha un costo aziendale, anche se non monetario diretto.
Brand Advertising

Le Ads

Se l’organico lavora sulla fiducia e sulla fidelizzazione, l’advertising è diventato lo strumento primario per l’acquisizione di nuovi clienti.

 

Le piattaforme social sono diventate media a pagamento a tutti gli effetti. Se vuoi farti vedere da chi non ti conosce e portarlo all’interno del proprio mondo, l’investimento pubblicitario è diventato essenziale.

 

Tuttavia, il modo di fare Ads è evoluto. Non basta più “mettere in evidenza” un post. A causa delle nuove normative sulla privacy e della saturazione degli spazi, oggi bisogna:

 

  • Strutturare campagne di retargeting: è fondamentale intercettare nuovamente chi ha già mostrato interesse (visitando il sito o interagendo con un post), ma non ha ancora acquistato, accompagnandolo verso la conversione (con l’algoritmo Meta di Andromeda ora le tue ADS lo fanno automaticamente)
  • Fidarsi dell’intelligenza artificiale: il vecchio metodo consisteva nel dire alla piattaforma chi cercare. Oggi è più efficace dire alla piattaforma quale risultato vogliamo, e lasciare che l’algoritmo lavori sui dati comportamentali. I sistemi moderni, analizzando milioni di segnali in tempo reale, sono in grado di individuare l’utente propenso all’acquisto nel momento esatto in cui è pronto a comprare, spesso trovando clienti in segmenti di pubblico che un targeting manuale avrebbe escluso o ignorato.

Il modello "Organic for Paid"

C’è un terzo elemento che rappresenta la vera novità degli ultimi anni. Si tratta dell’uso di linguaggi organici all’interno delle pubblicità.

 

Gli utenti oggi tendono a ignorare banner e spot troppo patinati o commerciali. Al contrario, prestano molta attenzione a contenuti che sembrano autentici, come recensioni video fatte col cellulare, tutorial rapidi o testimonianze dirette.

 

La strategia più efficace oggi consiste proprio nell’unire i due mondi: produrre contenuti con lo stile fresco e autentico dell’organico, ma distribuirli attraverso le ads.
In questo modo si ottiene l’attenzione tipica dell’intrattenimento con la precisione di targetizzazione della pubblicità.

 

Quindi? Cosa usare?

Piuttosto che chiedersi se sia meglio investire in organico o in Ads, l’approccio più funzionale è l’integrazione. Le due attività sono complementari:

 

  • L’attività organica serve a curare la relazione, a rassicurare il potenziale cliente e a mantenere viva l’immagine del brand.
  • L’attività paid serve a garantire visibilità, generare contatti e scalare le vendite in modo misurabile.

 

L’equilibrio ideale si trova nel mezzo: investire budget pubblicitario per dare visibilità ai propri migliori contenuti, all’interno di una Digital Strategy più ampia che assicuri che il messaggio raggiunga le persone giuste al momento giusto.